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Didattica della Filosofia

Insegnare filosofia

Modelli di insegnamento, programmazione, azione didattica, metodi, contenuti, strumenti, uso del testo

Strumenti didattici e classe

Gli strumenti didattici e l’organizzazione della classe

L’insegnante di filosofia, indipendentemente dai metodi che usa, deve conoscere gli strumenti didattici che possono consentirgli di organizzare il lavoro in classe in modo partecipativo e costruttivo.
Quello principale resta la lezione, che può però essere declinata secondo diverse modalità: frontale, partecipata, dialogata, ecc. Oggi essa prevede il ricorso sempre più frequente a sussidi audiovisivi, in grado di coinvolgere maggiormente gli studenti. Rimangono importanti i libri, sia quelli di testo, sia la biblioteca, il cui uso non banale si coniuga con il lavoro di ricerca, individuale e di gruppo. Tale attività può arricchirsi oggi con l’uso delle biblioteche online, che mettono a disposizione degli studenti materiali sempre più abbondanti, all’interno dei quali occorre però imparare a muoversi, per utilizzarli in modo produttivo evitando il pericolo della dispersività.
Per superare l’insegnamento frontale, o almeno per non farne l’unica modalità possibile, è importante l’uso di schede, sia su carta sia in formato elettronico, che favoriscono momenti di apprendimento individualizzato o di gruppo.
I diversi strumenti possono essere intesi come semplici sussidi di metodi tradizionali, ma possono essere anche organizzati per proporre nuovi metodi di insegnamento. Se ne analizzano in particolare due, l’organizzazione della classe come laboratorio e la classe come luogo del confilosofare, come comunità di ricerca.


  • Introduzione

    Uno degli ostacoli principali al rinnovamento della didattica è il modello di insegnamento che nessuna scuola pedagogica o didattica ha mai teorizzato, né sarebbe pronta a giustificare, ma che di fatto si è imposto come tradizione e abitudine: quello della lezione - studio individuale - interrogazione.
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  • La lezione

    La flessibilità della lezione va di pari passo con l’opportunità che l’insegnante disegni, nella programmazione, un proprio percorso.
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  • Libri e libri di testo

    Anche se spesso contestato, il manuale rimane uno strumento non secondario dell’insegnamento. A parte poche posizioni radicali che ne vorrebbero la completa abolizione, il dibattito attuale è invece orientato verso la definizione di un uso diverso del manuale, oltre che verso la richiesta di opere di diversa impostazione.
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  • L'organizzazione della classe

    La carenza più vistosa nell’insegnamento tradizionale della filosofia è la mancanza di strumenti flessibili che possano affiancare e completare quelli consueti, come la lezione e l’uso del manuale o dei testi della biblioteca.
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  • La classe come laboratorio

    Una interessante modalità organizzativa della classe e del lavoro didattico viene indicata da due insegnanti da tempo impegnate in una delle più significative sperimentazioni nazionali, quella del Liceo Classico “L. Ariosto” di Ferrara. Laura Bolognini e Lucia Marchetti suggeriscono di predisporre gli strumenti necessari perché gli studenti siano in condizioni di autodirigere, per quanto possibile, il proprio apprendimento.
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  • La classe come luogo del confilosofare

    La classe come comunità di ricerca è il fulcro del modello didattico sviluppato con particolare attenzione da Mario De Pasquale, che pone l’accento sul coinvolgimento affettivo ed esperenziale, e non solo intellettuale, degli alunni nell’apprendimento della filosofia.
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