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Didattica della Filosofia

Insegnare filosofia

Modelli di insegnamento, programmazione, azione didattica, metodi, contenuti, strumenti, uso del testo

Dal programma ai percorsi

Dal programma ai percorsi

I programmi in vigore

Anche dopo la riforma Moratti-Gelmini, i programmi in vigore nelle scuole non sperimentali non differiscono sensibilmente, soprattutto nei contenuti, da quelli emanati dalla Sottocommissione Alleata dell’Educazione nell’anno 1944, con poche e marginali modificazioni successive. Nella loro impostazione di fondo, a parte alcune modifiche di contenuto, questi programmi non si differenziano sostanzialmente da quelli in vigore durante il fascismo e ne conservano in particolare il forte storicismo di fondo, ponendo come premessa che «la successione storica è lo stesso sviluppo del pensiero» (1). I contenuti, modulati su questa premessa, si traducono nella galleria di personaggi e correnti che ha fortemente condizionato, in negativo, l’insegnamento della filosofia fino ad oggi.

Dai programmi ai percorsi

Anche se viene conservata l’impostazione storicistica, le nuove indicazioni nazionali rimodulano in parte la successione storica, indicando alcune figure “irrinunciabili” (e quindi da trattare obbligatoriamente) e consentendo una certa scelta riguardo alle altre. Viene così incoraggiata la tendenza, già suggerita dagli stessi “programmi Brocca”, del passaggio dai programmi ai percorsi, cioè da una successione abbastanza vincolante e principalmente cronologica di autori e correnti a una ricostruzione che individui una continuità logica, organizzando la programmazione intorno ad alcuni temi rilevanti.

Esempi

Lo schema precedente è stato proposto durante in Seminario nazionale di formazione per Docenti tenutosi nel 1994 presso il Liceo classico “L. Ariosto” di Ferrara. Allo schema fanno seguito alcuni esempi di percorsi quali “Anima e conoscenza nel mondo antico” (ricostruito attraverso il pensiero di Platone, Aristotele, Plotino e Agostino), “La filosofia della città” (i Sofisti, Platone, Agostino, Tommaso d’Aquino, Marsilio da Padova), “La rivoluzione scientifica dell’età moderna” (la filosofia rinascimentale, Bacone, Galilei, Newton), “Il politico” (Machiavelli, Hobbes, Locke, Montesquieu, Rousseau, Hegel), “Filosofia e scienza nel Novecento” (Wittgenstein, Il Neoempirismo, Popper, Lakatos, Kuhn), “La filosofia dell’interpretazione” (Nietzsche, Heidegger, Gadamer, Freud).
Ogni percorso si articola nei momenti indicati nello schema, individuando gli obiettivi, i metodi, i requisiti e le verifiche e suggerendo una scelta di brani degli autori ricordati, sui quali lavorare.

Storia della filosofia e filosofia

Uno dei meriti riconosciuti ai “programmi Brocca” è quello di conciliare storia della filosofia e filosofia, in una sintesi in cui il secondo approccio dà un senso nuovo al primo. Se l’insegnamento della filosofia viene inteso semplicemente come ricostruzione storica, la materia può servire, nella migliore delle ipotesi, per ampliare le conoscenze dello studente, offrendogli una serie di informazioni sulle diverse epoche, che si affiancano a quelle date da altre discipline. È senza dubbio positivo che l’alunno conosca, insieme alla letteratura e all’arte rinascimentali, anche il pensiero filosofico di quel periodo, per averne una comprensione più completa e consapevole. Ma questa non è l’unica funzione dell’insegnamento della filosofia. Esso si caratterizza anche per la capacità di trasmettere una serie di strumenti concettuali mediante i quali gli studenti acquisiscano una serie di abilità critiche e analitiche da utilizzare anche in relazione alla propria esperienza e alla comprensione della realtà contemporanea.

Un nuovo approccio metodologico

Per raggiungere questi obiettivi occorre affiancare alla tradizionale lezione strumenti e attività di altro tipo, quali il lavoro sui testi e le esercitazioni, uscendo dalla logica degli argomenti da trattare uno dopo l’altro, tutti con lo stesso metodo, e ponendosi invece in un’ottica operativa, che consenta agli studenti un confronto con i testi dei filosofi, operazioni di ricostruzione del loro pensiero e di applicazione degli strumenti concettuali acquisiti alla propria esperienza e al proprio mondo.

Una nuova organizzazione dei contenuti

Dare spazio alla operatività degli alunni implica una diversa organizzazione dei contenuti, che rinunci all’enciclopedismo per individuare temi omogenei e completi ma circoscritti ad alcuni aspetti della storia del pensiero.
All’insegnante compete, in questa prospettiva, una nuova responsabilità: quella di selezionare autori e percorsi che consentano agli studenti, nell’insieme della programmazione, di acquisire le strutture concettuali per pensare in proprio, per imparare a porre correttamente i problemi e ad affrontarli, in una parola per fare filosofia.

Note
(1) Ginnasio, Liceo classico, Liceo scientifico. Orari e programmi di insegnamento, Milano, Pirola Editore, 1987, p. 19.

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