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Didattica della Filosofia

Insegnare filosofia

Modelli di insegnamento, programmazione, azione didattica, metodi, contenuti, strumenti, uso del testo

Gli strumenti di presentazione e i mezzi audiovisivi

Gli strumenti di presentazione e i mezzi audiovisivi

Visualizzare lo schema argomentativo

Capita sempre più raramente di assistere a una conferenza senza che l’esposizione sia accompagnata da supporti visivi, quali schemi o sintesi forniti agli uditori, lucidi proiettati mediante la lavagna luminosa, diapositive o, più raramente, presentazioni informatiche. Il riferimento visivo costituisce un ausilio importante per seguire e per comprendere i vari passaggi argomentativi e per non perdere il filo del discorso. A scuola, tutto ciò è sostituito dalla lavagna, che spesso serve solo per chiarire o esemplificare pochi concetti e non il percorso espositivo completo.

La valenza formativa

Spesso la lezione è un lungo monologo dell’insegnante, interrotto solo da qualche domanda o da qualche richiesta di chiarimenti. Questo modo di procedere non è del tutto sbagliato, sul piano psicologico. Nel triennio gli alunni devono ormai essere in grado di muoversi al livello del pensiero astratto, senza più la necessità di riferimenti concreti o simbolici. Ma per far ciò, essi devono essere in grado di ricostruire mentalmente uno schema ordinato dell’esposizione, di ripercorrerne i passaggi, in una parola di organizzare in modo logico il discorso. Non sempre questa abilità è posseduta fin dall’inizio e spesso è necessario costruirla o almeno potenziarla.

Organizzare i dati

Gli strumenti di presentazione servono per una migliore comprensione dell’argomento, ma hanno anche un’altra funzione, forse più importante: quella di insegnare metodi di elaborazione e di ordinamento dei dati. In altri termini, se accompagniamo la nostra lezione sui quattro gradi della conoscenza e sul mito della caverna con la proiezione di uno schema della teoria della conoscenza in Platone (o con lo stesso schema espositivo distribuito in fotocopia), nel quale risultino chiari i passaggi espositivi, i nuclei centrali e quelli correlati, i riferimenti ad altri filosofi, e così via, non solo gli alunni capiranno con molta probabilità più facilmente quello che andiamo dicendo, non solo lo memorizzeranno in modo più efficace, ma impareranno gradualmente a costruirsi schemi mentali delle esposizioni alle quali assistono, mettendo a punto delle tecniche di ascolto e di comprensione che finiranno per applicare in modo quasi automatico anche ad altri argomenti. In altri termini, apprenderanno un’abilità che è parte di quell’ambizioso “insegnare a pensare” che costituisce una delle finalità dell’insegnamento della filosofia.

I mezzi audiovisivi

Tra gli strumenti utilizzati per l’insegnamento meritano un discorso a sé gli audiovisivi, che solo negli ultimi anni hanno incominciato a trovare una loro collocazione organica nella didattica della filosofia.
L’uso dei mezzi audiovisivi può essere inteso in due modi, sensibilmente diversi: come sussidio per integrare, in modo gradevole e spesso efficace, la presentazione di alcuni argomenti, o come parte integrante della didattica. Per il primo aspetto, si nota un consistente aumento della produzione televisiva direttamente dedicata ad argomenti filosofici o comunque utilizzabili anche dal punto di vista filosofico. L’ampio programma della Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche (1), descritto in nota, è riuscito a tradurre nel linguaggio multimediale i contenuti di una disciplina nella quale l’aspetto iconografico è considerato marginale. In realtà non è così. Basta leggere il bell’articolo di Mario Trombino(2) sull’uso della metafora e del pensiero per immagini in Cartesio, in Hegel e in tanta parte della filosofia per convincersi del contrario.

L’uso da parte degli studenti

La multimedialità come parte integrante della didattica è invece un argomento più complesso e ne parleremo in modo esteso nel prossimo capitolo. Anticipandone comunque alcuni temi, sembra importante sottolineare un aspetto del problema di solito trascurato: l’uso dei mezzi audiovisivi da parte degli studenti. Si tende di solito, infatti, a considerarli mezzi da fruire piuttosto che strumenti da utilizzare in modo attivo. Invece, una ricerca presentata con l’aiuto di lucidi o di diapositive, o trasformata in ipertesto, non soltanto è più efficace, non soltanto consente agli studenti di apprendere, usandoli, i nuovi linguaggi, ma suggerisce anche strategie di pensiero, di rielaborazione del materiale, di costruzione delle argomentazioni, diverse da quelle richieste da un testo scritto o da un’esposizione orale. Torneremo su questo argomento, oltre che nel prossimo capitolo, anche in quelli successivi, in particolare nel cap. 11, dove approfondiremo le implicazioni didattiche dell’ipertesto, proponendo anche l’analisi di alcune esperienze.

Note
(1)
L’Enciclopedia Multimediale di Scienze Filosofiche è un vasto progetto, iniziato nel 1987 dalla Rai in collaborazione con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e con l’Istituto della Enciclopedia Italiana. Si propone l’uso integrato di vari media (TV, radio, informatica) ed ha già prodotto alcune trasmissioni televisive e radiofoniche, oltre ad alcune serie di videocassette. Nell’ambito del progetto sono state raccolte oltre mille interviste, per adesso solo parzialmente utilizzate. Una parte del materiale, oltre ad informazioni sulle iniziative in corso e future, è disponibile in Internet, all’indirizzo: www.emsf.rai.it.
(2) M. Trombino, Il ruolo della memoria e del pensiero per immagini, «Insegnare filosofia»1996, 1, pp. 9-13.

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