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Didattica della Filosofia

Insegnare filosofia

Modelli di insegnamento, programmazione, azione didattica, metodi, contenuti, strumenti, uso del testo

Introduzione

Introduzione

L’identità dell’insegnante di filosofia

Qual è oggi l’identità professionale dell’insegnante di filosofia? A questa domanda hanno cercato di dare una risposta le due inchieste della SFI già ricordate (1).
L’immagine che l’insegnante ha di sé è dicotomica e riflette il tipo di formazione esistente fino ad ora, con il breve intervallo delle SSIS (i corsi di specializzazione universitaria post-laurea finalizzati all’insegnamento, aboliti dopo pochi anni di vita): gli insegnanti di filosofia si sentono preparati culturalmente, molto meno sul piano didattico.
Riportiamo qualche dato: il 54.2% ritiene buona la propria formazione professionale, il 38.3% sufficiente e solo il 7.5% scarsa. Inoltre, il 55.7% ha compiuto lavori di approfondimento post-lauream e il 30.7% ha al proprio attivo pubblicazioni (2).
La situazione cambia radicalmente nelle risposte alla domanda sulla preparazione didattico-professionale: solo il 12.1% la ritiene buona, il 32.4% sufficiente e ben il 55.5% la considera scarsa (3).
L’apparente contraddittorietà di questi dati è ovviamente legata al tipo di formazione istituzionalmente prevista fino ad oggi. La maggior parte degli insegnanti entrata in ruolo con la vecchia normativa (4) è laureata in Filosofia e non ha quindi nessuna preparazione didattica o pedagogica specifica.
Per contro, la buona preparazione culturale sembra motivata, oltre che dagli studi universitari, da un elevato interesse per la materia: alla domanda Tra filosofia e storia quale disciplina preferisce insegnare?, il 90% degli intervistati accorda la propria preferenza alla filosofia (5).

La competenza didattica e psicologica

I dati del questionario consentono di affrontare quello che oggi appare un problema urgente: il ruolo dell’insegnante di scuola superiore e di quello di filosofia in particolare. L’idea gentiliana che “chi sa, sa anche insegnare” sta ormai tramontando (anche se, a ben guardare, è ancora diffusa) e comincia a definirsi sempre maggiormente la necessità di due ambiti di competenze, oltre a quella disciplinare che rimane comunque importante: la conoscenza dei processi psicologici e delle dinamiche di apprendimento da un lato e quella dei metodi di insegnamento e degli strumenti didattici dall’altro.

Adolescenza e filosofia

Da Piaget in poi, la psicologia sottolinea come l’adolescenza sia l’età della strutturazione del pensiero astratto e come tale processo possa essere stimolato e potenziato mediante strumenti formativi adatti. La filosofia sembra poter svolgere, in questo ambito, un ruolo privilegiato. Occorre però che alla preparazione disciplinare si affianchi quella psicologica e didattica, che non essendo prevista dal corso di laurea deve essere recuperata attraverso l’aggiornamento e la formazione in servizio.

La breve esperienza delle SSIS

Come accennavamo sopra, a partire dal 1999 si era cercato di risolvere questo problema richiedendo ai futuri insegnanti due anni di specializzazione di tipo pedagogico e didattico, mediante l’istituzione delle SSIS (Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario), ma l’esperienza si è conclusa nel 2009 con la chiusura definitiva. L’anno successivo è stata istituita una nuova modalità di formazione didattica, il TFA (Tirocinio Formativo Attivo), della durata di un solo anno, che però, ancor prima di essere realizzato in pratica, è messo in discussione dal ritorno allo strumento del concorso che dovrebbe dare anche l’abilitazione all’insegnamento.  

Il nuovo ruolo dell’insegnante

Anche se ancora la situazione è molto fluida, l’approfondimento di questi ambiti va nella direzione di una complessiva ridefinizione della figura e del ruolo dell’insegnante, della quale si avverte l’esigenza e che le disposizioni normative recenti iniziano a tratteggiare: un insegnante non più semplice trasmettitore di contenuti culturali, ma formatore e tutor, coordinatore di un processo che vede lo studente in posizione sempre più centrale e la capacità di apprendere e di gestire la propria formazione come sempre più importante, particolarmente nel triennio della scuola media superiore.

Note
(1) L. Vigone, C. Lanzetti (a cura di), L’insegnamento della filosofia. Rapporto della Società Filosofica Italiana, Roma-Bari, Laterza, 1987; espone i risultati di un’inchiesta condotta nel 1986.
C. Lanzetti, C. Quarenghi (a cura di), L’insegnamento della filosofia nelle scuole sperimentali, Roma-Bari, Laterza, 1994.
(2) L. Vigone, C. Lanzetti (a cura di), L’insegnamento della filosofi, cit., p. 97.
(3) Ivi, p. 98.
(4) La normativa recente istituisce un corso di specializzazione post lauream per l’abilitazione all’insegnamento, dedicato soprattutto alla pedagogia e alla didattica della disciplina.
(5) C. Lanzetti, C. Quarenghi (a cura di), L’insegnamento della filosofia nelle scuole sperimentali, cit., p. 173.

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