Sblocca

logout

Inserisci qui sotto il codice di sblocco

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Quisque consequat odio vel dolor volutpat et varius ligula tristique. Curabitur lacinia porttitor lorem, non venenatis massa molestie sed. Etiam nunc tellus, tempus a sagittis eu, egestas non lorem. Etiam adipiscing, turpis eu consectetur vestibulum

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Quisque consequat odio vel dolor volutpat et varius ligula tristique. Curabitur lacinia porttitor lorem, non venenatis massa molestie sed. Etiam nunc tellus, tempus a sagittis eu, egestas non lorem. Etiam adipiscing, turpis eu consectetur vestibulum
imparosulweb

Didattica della Filosofia

Insegnare filosofia

Modelli di insegnamento, programmazione, azione didattica, metodi, contenuti, strumenti, uso del testo

L'organizzazione della classe

L'organizzazione della classe

Lavoro di gruppo e individualizzato

La carenza più vistosa nell’insegnamento tradizionale della filosofia è la mancanza di strumenti flessibili che possano affiancare e completare quelli consueti, come la lezione e l’uso del manuale o dei testi della biblioteca.
Il modello che qui proponiamo tende a dedicare una parte del tempo-scuola al lavoro individuale e di gruppo, in modo da consentire momenti alternativi al rapporto frontale con la classe (vd. anche il cap. 12). L’insegnante dovrebbe cioè prevedere tutta una serie di proposte didattiche (dibattiti, lavoro sul testo, ricerche) svolte a piccoli gruppi o individualmente, con attività differenziate all’interno della classe. Sembra infatti evidente che i problemi legati, ad esempio, al recupero in itinere, ma anche d’altro lato quelli relativi alla possibilità per gli studenti maggiormente motivati di approfondire per proprio conto aspetti del programma, non possono essere risolti in un modello di insegnamento indifferenziato e non articolato.

L’importanza del materiale didattico

Per svolgere in modo proficuo attività senza la guida diretta dell’insegnante, i singoli o i gruppi devono però poter disporre di strumenti adatti, per evitare la dispersività e l’improvvisazione. In questo senso la riflessione sugli strumenti didattici diviene più pregnante: essi non sono più semplici mezzi per presentare in modo più efficace i contenuti della lezione, ma consentono una diversa organizzazione dell’insegnamento e dell’apprendimento.
In questa prospettiva, è prima di tutto opportuno che siano disponibili in classe dizionari filosofici e antologie di testi; inoltre, se la biblioteca scolastica non consente un accesso immediato per ottenere anche nel corso della lezione opere classiche, si dovrebbe fare in modo che un certo numero di queste fosse disponibile direttamente in classe.

Schede di lavoro

Ma gli strumenti più utili sono sicuramente quelli preparati direttamente dagli studenti, sotto forma di schede redatte come esercizio o come attività di ricerca e messe poi a disposizione dell’intera classe, in schedari di consultazione e di lavoro.
Riportiamo alcune indicazioni di possibili tipologie, fermo restando che esse devono essere perfettamente aderenti al tipo di programma e di metodo seguito dal singolo insegnante e dunque devono essere predisposte da ogni singola classe: al massimo si può ipotizzare uno scambio di materiale tra classi parallele, molto utile in presenza di una programmazione comune e di un confronto regolare tra insegnanti della stessa materia, inutile e controproducente invece in caso contrario.

- Schede lessicali.

Termini e concetti. Ogni insegnante è consapevole dell’importanza dei concetti e di una loro effettiva comprensione da parte degli studenti per una conoscenza non nozionistica della materia. È altrettanto noto che la semplice lettura di una definizione in un dizionario non è sufficiente per una comprensione effettiva. I concetti e i termini chiave devono essere visti, per così dire, “in azione”, cioè la loro applicazione deve essere analizzata a partire dall’uso concreto che ne fanno i diversi filosofi nel contesto delle analisi e delle argomentazioni che sviluppano. È però importante che, a partire da qui, lo studente ne comprenda anche la valenza generale, acquisendo i concetti come strumenti di analisi delle diverse concezioni filosofiche e della sua stessa esperienza. Per far ciò, occorrerà esaminare brani d’autore in cui i concetti abbiano applicazione specifica, confrontarne le diverse applicazioni e ricavarne significati generali.
Modalità di elaborazione Queste operazioni possono organizzarsi in un preciso percorso didattico: l’alunno può raccogliere durante l’anno i contesti testuali nei quali compaiono i diversi concetti, operare confronti e stabilire correlazioni, ricavarne definizioni che si modificano e si arricchiscono di nuovi contributi via via che vengono studiati nuovi autori ed esplorati nuovi significati. Riferimenti e riflessioni possono essere raccolti in schede lessicali di uso individuale, strumento che si rivela prezioso per una comprensione in profondità della materia.
Quando il materiale relativo a un determinato lemma diventa sufficientemente esteso, gli studenti possono rielaborarlo, mettendo insieme le diverse riflessioni in una scheda comune, redatta a livello di classe per i concetti particolarmente significativi, o a livello di più gruppi ognuno dei quali lavora a un singolo lemma. Queste schede di sintesi potranno poi essere trascritte con un elaboratore di testi e stampate, formando uno schedario lessicale di classe. Il mezzo elettronico consentirà un periodico aggiornamento di questo materiale, che potrà essere proficuamente utilizzato sia dai singoli alunni sia per analisi e riflessioni collettive.

- Schede bibliografiche.

Conoscere le opere. La lettura di opere integrali è una delle attività più formative, ma spesso si scontra con esigenze di tempo o con la scarsa disponibilità di alcuni studenti. Di solito, però, molti riescono a leggere almeno un’opera durante l’anno. L’insegnante potrebbe suggerire di elaborare una scheda sull’opera letta: non una scheda riassuntiva da fare al termine della lettura, che è di scarsa utilità, ma la costruzione, durante la lettura stessa, di uno schema dello sviluppo dell’argomentazione del filosofo, con riferimenti precisi ai singoli capitoli, citazioni testuali, indicazione dei concetti e degli argomenti trattati nelle singole parti. Queste schede potranno essere raccolte e costituire un punto di riferimento per successive letture o per ricerche: se sufficientemente articolate e analitiche, infatti, consentiranno di individuare i capitoli o le parti delle diverse opere che possono essere consultate o lette per approfondire temi specifici, per ricostruire percorsi che pongano a confronto più autori, per costruire mappe concettuali, ecc.

- Schede di lettura di brani d’autore

.Il lavoro sul testo. Tra le attività di molti insegnanti rientra la lettura e il commento di brani d’autore, per approfondire o per chiarire problemi e concetti. Spesso l’analisi di un brano è oggetto di esercitazione scritta o è usata come prova di verifica. Queste attività producono un ricco materiale, il cui uso rimane però in genere circoscritto allo studente che lo ha prodotto. Le analisi del testo più complete e meglio sviluppate, a giudizio dell’insegnante o della classe, possono essere trascritte e stampate, unitamente al brano al quale si riferiscono. In questo modo, gli esercizi produrranno una ricca documentazione che potrà essere usata da ognuno per la comprensione di brani sui quali non ha lavorato in modo specifico. Per ogni autore saranno alla fine disponibili numerosi brani commentati che potranno essere ordinati per disegnare un percorso interno alle sue opere, in modo che ogni studente possa avvicinarsi a una lettura antologica ma significativa delle opere maggiori dei filosofi studiati. Oltre a una conoscenza delle opere e delle argomentazioni specifiche dei vari autori più completa di quella che possono offrire un manuale o una lezione, sono facilmente immaginabili altre attività rese possibili da questo materiale: relazioni, ricerche, approfondimenti, ecc., anche in congiunzione con le schede bibliografiche di cui si è detto sopra.

- Schede di interpretazione critica

Il confronto critico . Le opere classiche non sono importanti soltanto in sé, ma anche per la lettura che ne è stata fatta nelle epoche successive, perché spesso hanno fornito riferimenti importanti a nuove concezioni o perché sono state rilette e reinterpretate secondo prospettive diverse. I riferimenti di questo tipo, insieme con brani di filosofi che si richiamano più o meno direttamente a opere precedenti e a interpretazioni critiche recenti, possono essere raccolti in schede dedicate agli autori principali che costituiranno un buon esercizio per chi le redige e un materiale interessante per gli altri. In questo caso, come per le schede bibliografiche e per quelle di analisi del testo, è ipotizzabile anche una integrazione del materiale prodotto da più classi parallele o un uso del materiale in anni successivi. Ancora una volta, la trasposizione in formato elettronico del materiale è una condizione importante per una effettiva utilizzazione e per un aggiornamento costante.

- Mappe concettuali

La rielaborazione. L’utilità delle mappe concettuali (vd. il cap. 10) è strettamente legata alla loro produzione, cioè lo studente impara facendole e non leggendo quelle fatte da altri. Tuttavia, non sempre gli autori vengono trattati in modo abbastanza approfondito da prevedere la costruzione di mappe. In questi casi, anche il lavoro di ricostruzione concettuale fatto da un gruppo o da un singolo studente può essere messo a disposizione degli altri per approfondirne la conoscenza. L’uso più interessante di schede che riportano ricostruzioni di questo tipo è però il confronto critico. Dato che le mappe concettuali sono ricostruzioni secondo prospettive specifiche, in linea di massima risulteranno diverse a seconda dell’approccio scelto da ogni studente. Raccoglierle in uno schedario può servire allora per confrontare le interpretazioni di ognuno con quelle degli altri, in modo da acquisire o almeno da considerare altre interpretazioni possibili. Questa finalità diventa ancora più evidente nel caso di mappe diacroniche, che ricostruiscono lo sviluppo di temi o problemi specifici entro un arco temporale più o meno ampio. Gli studenti possono essere invitati, nel corso dell’anno, a produrre mappe di questo tipo che, messe a disposizione di tutti, offriranno un interessante materiale per discussioni e analisi critiche.

Trasferimento in formato elettronico

Condizione essenziale perché le schede siano effettivamente usate e il loro uso sia produttivo, è la leggibilità grafica. Le schede scritte a mano sono in genere utili soltanto per chi le ha redatte. Occorrerà invece prevedere l’uso di computer e word processor, che tra l’altro consentono una facile rielaborazione del materiale. Ormai tutte le scuole hanno un laboratorio di informatica e comunque molti ragazzi hanno un computer a casa; non dovrebbe essere perciò difficile riportare i testi manoscritti in formato elettronico e stamparli. I brani d’autore utilizzati potranno essere acquisiti con uno scanner.

Lavorare online

Se trasposto in formato elettronico, il materiale non soltanto potrà essere stampato ed eventualmente fotocopiato per il lavoro in classe, ma potrà anche essere distribuito ai singoli alunni come supporto per il lavoro domestico. Basterà una comune chiavetta per raccogliere la produzione di mesi o di un intero anno e in questo modo potranno essere assegnate per casa attività di rielaborazione che, tra l’altro, guideranno gli studenti a un uso intelligente degli strumenti informatici. Il materiale sarà ancora più facilmente disponibile se, come vedremo più avanti, la classe disporrà di un proprio sito Internet in cui raccoglierlo, o di uno spazio virtuale come, ad esempio, Google drive o simili. Si tratta in pratica di spazio messo a disposizione in un hard disk remoto al quale possono accedere più persone, inserendovi materiali o prelevandoli. In termini un più accattivanti si parla di cloud, di una “nuvola” in cui risiedono i dati che possiamo richiamare da qualsiasi computer collegato a Internet, lavorando in modo collaborativo. Ovviamente, questo spazio di lavoro in comune può anche essere fornito direttamente dalla propria scuola, quando esistono le attrezzature e le competenze necessarie. Indipendentemente dalle modalità tecniche, il risultato è simile: la classe può disporre di uno spazio cui accedere via Internet e nel quale potrà collocare tutti i materiali via via elaborati nel lavoro comune, utilizzandoli per lo studio e/o per attività avviate in aula.

>> vai alla sezione successiva

I vostri commenti

  • Nessun commento presente

Inserisci il tuo commento

Inserisci una risposta