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Didattica della Filosofia

Insegnare filosofia

Modelli di insegnamento, programmazione, azione didattica, metodi, contenuti, strumenti, uso del testo

Le “tesine” e la “dissertation”

Le “tesine” e la “dissertation”

Tesine e dissertazioni

Tra i possibili esercizi di scrittura filosofica assumono particolare rilievo le tesine e le dissertazioni. Volendo stabilire una differenziazione, che non ha comunque confini netti, possiamo considerare la tesina come l’esposizione di un lavoro di ricerca, mentre la dissertazione si basa maggiormente sull’esposizione di argomentazioni.

Le tesine

Le tesine, in un liceo, non possono costituire l’attività didattica normale, per l’impegno e per il tempo che richiedono. Converrebbe, come suggerisce Franco Cambi (1), lasciare liberi gli alunni di svolgerle o meno, ovviamente incoraggiando, sia con l’esposizione alla classe che con il voto, chi voglia affrontare l’impresa. Con questi limiti, le tesine possono costituire un importante momento di crescita personale, soprattutto perché impongono una esplicita riflessione sul metodo di ricerca e di rielaborazione della materia. Anche per l’argomento, l’insegnante, pur suggerendo una rosa di temi significativi, dovrebbe lasciar liberi gli studenti di scegliere o di avanzare altre proposte, purché ovviamente motivate e coerenti con il programma svolto.

Indicazioni didattiche

Cambi indica una serie di tappe da seguire per comporre una tesina: «la scelta dell’argomento, la prima documentazione, l’elaborazione del progetto, la seconda documentazione, la scrittura, il controllo», alle quali conviene aggiungere l’esposizione alla classe, eventualmente mediante lucidi o altre tecniche illustrative.

L’apprendimento del metodo

È importante che lo studente abbia chiaro il percorso metodologico, salvo apportare eventuali variazioni, poiché l’aspetto più interessante è costituito proprio dagli apprendimenti metacognitivi, relativi cioè ai processi conoscitivi e anche ai metodi e alle tecniche di lavoro, dalla ricerca bibliografica alla rielaborazione delle fonti, dalla stesura di uno schema di presentazione alla scelta dei passaggi argomentativi. Particolare importanza ha l’elaborazione del progetto, dopo la prima documentazione: dovrebbe tradursi in uno schema articolato o in un indice commentato, con tanto di suddivisione in paragrafi e con l’indicazione dei problemi che la ricerca intende focalizzare. Ovviamente si tratterà di un’ipotesi di lavoro suscettibile di modifiche anche profonde, ma deve comunque già fornire la struttura delle tappe successive. «L’obiettivo», scrive Cambi, «è quello di far propri gli strumenti - tutti e nella loro sintesi dinamica - del mestiere di filosofo, ponendo un sigillo di autonomia e di assunzione personale al possesso del “discorso filosofico”» .

La dissertazione

A differenza della tesina, la dissertation può essere suggerita a tutti gli alunni. Possiamo considerarla lo svolgimento di un tema filosofico mirato alla rielaborazione di ciò che i ragazzi sanno già, piuttosto che alla ricerca. Nella scelta degli argomenti, individuati e discussi con gli studenti, converrebbe privilegiare l’attualizzazione del discorso filosofico e il confronto tra le posizioni dei filosofi studiati e quelle personali degli alunni, in modo da riportare le teorie apprese nell’ambito dell’esperienza e dell’orizzonte storico-culturale degli studenti.

Proposte didattiche

Già in un articolo del 1972 (2) Telmon sottolineava l’importanza della scrittura in filosofia. Oltre alle schede e agli esercizi, ricordava l’importanza, richiamandosi alla tradizione francese, della dissertazione, proponendone vari esempi, in gran parte ancora attuali. Un primo approccio in questo senso può essere rappresentato dal commento di brani significativi di autore, ma la vera e propria dissertazione deve soprattutto mirare all’apprendimento di un metodo di rielaborazione dei contenuti di studio, attraverso analisi di concetti che chiamino in causa più autori o sistemi di pensiero. Tra i possibili argomenti, Telmon suggeriva a titolo esemplificativo i seguenti: analisi di un problema, ad esempio “Come mettere d’accordo il determinismo, condizione della scienza, con la libertà, fondamento della morale?”; analisi di un’idea o di un fatto, come “Il sentimento dell’onore”, “Il caso”, “La ragion di Stato”; comparazione di due termini, come “Fisica e metafisica”, “Virtù e felicità”, “Individuo e società”, ecc.

Alcuni esempi

Come si è detto, la dissertation è il momento centrale dell’insegnamento della filosofia in Francia. In Internet sono disponibili titoli e proposte di svolgimento delle prove di baccalauréat degli ultimi anni. Si tratta di un materiale molto interessante, sia per riproporre argomenti simili, sia per disporre di esempi sui possibili modi di affrontarli. Citiamo alcuni titoli degli anni passati, con qualche cenno allo svolgimento proposto:
“Quale concezione dell’uomo viene rimessa in causa dall’ipotesi dell’inconscio?”. Le indicazioni per lo svolgimento, sintetiche ma molto articolate, definiscono dapprima i termini della traccia, sottolineando le possibili interpretazioni di “uomo”, la definizione dell’inconscio come di una “ipotesi”, ecc.;  il successivo punto, “analisi del problema”, invita a chiarire il rapporto tra inconscio e coscienza, gli usi che di questo termine si sono fatti in filosofia e il rapporto tra la coscienza e la definizione di “uomo”; la sezione “le grandi linee della riflessione” suggerisce di far precedere la trattazione del pensiero freudiano da riferimenti a Marx e a Nietzsche; vengono quindi suggerite le linee generali di “un possibile svolgimento”, seguite dall’indicazione di riferimenti ad alcune opere degli autori già ricordati, di Platone (il Libro V della Repubblica) e di Cartesio (Le passioni dell’anima); infine, con il titolo “Le false piste” vengono indicati alcuni possibili fraintendimenti del titolo.
Qualche altro titolo: “L’avvenire può essere oggetto di conoscenza?”; “È giusto dire che la storia giudicherà?”; “A quali condizioni un procedimento può essere considerato scientifico?”

La dissertazione nella didattica

Probabilmente esercizi di questo tipo potranno inserirsi solo parzialmente nella didattica, dato che l’insegnamento italiano si basa su un approccio storico e non per problemi. Nulla toglie, però, che in qualche occasione possa essere proposta agli alunni, soprattutto a quelli dell’ultimo anno, una rielaborazione degli autori studiati in relazione a uno specifico tema. Inoltre, ed è l’aspetto più interessante, composizioni di questo genere costituiscono un ottimo stimolo per una attualizzazione della materia, mostrando come molti degli argomenti di studio possono essere ripensati all’interno del dibattito contemporaneo e siano significativi anche per chiarire a se stessi la propria esperienza.
Il materiale prelevabile dal sito ricordato o da altri può essere utilizzato anche in modo meno impegnativo, leggendo con gli studenti i titoli e le proposte di svolgimento e discutendone con loro, ripercorrendo insieme le idee degli autori ricordati a proposito di un dato argomento e sollecitando integrazioni e commenti. 



Note
(1) F. Cambi, L’esercizio del pensiero. Insegnare e apprendere filosofia nella scuola secondaria, Roma, Armando, 1992, p. 102.
(2) V. Telmon, Per un nuovo insegnamento della filosofia, cit.

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