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Didattica della Filosofia

Insegnare filosofia

Modelli di insegnamento, programmazione, azione didattica, metodi, contenuti, strumenti, uso del testo

Le finalità

Le finalità

Ricerca sulla struttura concettuale della disciplina

Sarebbe tuttavia riduttivo assegnare alla didattica breve la sola finalità del risparmio di tempo. Essa presenta infatti una serie di implicazioni di un certo interesse. Intanto, la contrazione dei tempi presuppone che l’insegnante si interroghi sulla struttura della propria materia, assumendo «la mentalità da ricercatore di metodi»; la strategia per arrivare alla contrazione dei tempi di cui si è detto passa attraverso due operazioni: la distillazione (DST) e la ricerca metodologico - disciplinare (RMD).

Distillazione

La DST consiste nell’analisi approfondita dei contenuti di una disciplina per ricavarne i concetti fondamentali organizzati in modo gerarchico, ponendo cioè in evidenza quali concetti sono richiesti per la comprensione di altri. «Distillare una disciplina, o una sua parte, - scrive Ciampolini - significa porre in evidenza le logiche fondamentali presenti nell’insegnamento dell’intera disciplina o della parte in questione».

Ricerca metodologico-disciplinare

Questa operazione richiede una ricerca sui contenuti e sul metodo che deve essere condotta all’interno di ogni singola disciplina: la ricerca metodologica e didattica non può cioè essere considerata, in questa prospettiva, un ambito a sé, indipendente dalle discipline specifiche e i cui risultati siano considerati validi per tutte. In concreto dovranno essere gli esperti disciplinari, e possibilmente gli stessi insegnanti, a definire metodi e contenuti della propria materia. Didattica e ricerca vengono in questo modo a costituire un’attività unitaria, prospettive diverse dello stesso problema.

La distillazione verticale

Ciampolini distingue tra una distillazione “verticale” e una “orizzontale”. La prima consiste nell’elenco dettagliato degli argomenti che il docente intende presentare durante il corso di un anno scolastico. Per “argomento” deve intendersi «ogni singolo ragionamento, ogni singola dimostrazione, ogni singola osservazione, definizione, interpretazione, ecc. che il docente giudichi opportuno proporre ai propri allievi durante l’effettivo svolgimento delle sue lezioni». Nonostante l’estrema analiticità necessaria per una programmazione efficace, secondo Ciampolini un corso annuale non supera i 200-300 argomenti. Questa operazione consente di realizzare una grande pulizia concettuale, puntualizzando in modo preciso tutti i passaggi significativi. In un certo senso si tratta di predisporre una “mappa concettualemolto dettagliata della materia.

La partecipazione degli studenti

Tale mappa deve essere distribuita agli studenti che la useranno per seguire lo svolgimento didattico del programma, per autoverificare il proprio apprendimento e per colmare eventuali lacune o riprendere punti non compresi. Il coinvolgimento degli studenti e la necessità che essi dispongano fin dall’inizio del piano di insegnamento/apprendimento che verrà seguito, è uno dei punti centrali della didattica breve. È un aspetto opportunamente sottolineato da Armando Girotti:


La mappa della disciplina

La “mappa concettuale” dovrebbe diventare un vero e proprio strumento di lavoro, da consultare e da discutere con gli studenti via via che i contenuti si chiariscono, eventualmente da correggere o integrare, da ripercorrere con loro per esaminare il cammino già fatto in modo che ognuno prenda coscienza di eventuali lacune e l’insegnante possa predisporre opportuni interventi individualizzati, di recupero o di consolidamento.

La distillazione orizzontale

La distillazione orizzontale, che si affianca alla prima, consiste nell’articolazione di ogni singolo argomento nei diversi momenti analitici. Mentre la distillazione verticale definisce l’elenco degli argomenti in ordine sequenziale, quella orizzontale specifica il modo di trattare ogni argomento e i passaggi interni della sua presentazione. Nella distillazione orizzontale troverà posto l’indicazione di tutti gli argomenti già trattati che vengono utilizzati e richiamati per la presentazione o per la dimostrazione dell’argomento in questione.

Ambiti di applicazione della DB

Tale modello è di facile applicazione per materie matematico-scientifiche, nel cui ambito la DB è nata: la dimostrazione di un teorema, ad esempio, si basa su una serie di presupposti già dati che vengono richiamati nella distillazione orizzontale. In questo modo vengono esplicitate tutte le connessioni logiche tra i concetti della materia. Appena possibile, la distillazione orizzontale dovrà essere affidata agli stessi studenti, che attraverso essa saranno portati a rielaborare la disciplina e a ricostruirne le connessioni logiche.

La ricostruibilità della disciplina

Distillazione verticale, data dal docente, e orizzontale, costruita dallo studente, costituiranno un importante strumento per il ripasso continuo della disciplina. Ciampolini parla di «ricostruibilità» della stessa: lo studente ha gli strumenti per ricostruire e ripercorrere i diversi argomenti e i passaggi logici che implicano, in modo da consolidare l’interiorizzazione dei diversi punti, sicuro di disporre in ogni caso di tutte le precondizioni per una effettiva comprensione.

Osservazioni

Rimandiamo al libro di Ciampolini per una conoscenza più approfondita della DB, che comprende una serie di tecniche e di modelli di presentazione delle sequenze di apprendimento. Per ciò che qui interessa, conviene sottolineare alcuni aspetti:

La DB e l’insegnamento della filosofia

La DB presenta, almeno per l’insegnamento della filosofia, limiti e rischi. Qui non si tratta, infatti, semplicemente di acquisire dei contenuti o di comprendere dei concetti, ma di “imparare a filosofare” con tutto ciò che questa espressione significa. Per far ciò, è necessario che gli studenti facciano esperienze filosofiche che richiedono tempo. L’applicazione della didattica breve sembra opportuna nella presentazione di argomenti di raccordo per completare, quando lo si giudichi necessario, il quadro storico. Inoltre, una “distillazione” della disciplina, per quanto il termine possa apparire sospetto, può servire per chiarire il quadro concettuale della materia, per distinguere i concetti fondamentali da quelli secondari o subordinati. Questa operazione, sempre utile, diviene particolarmente importante per attività di recupero, specifiche o in itinere, che è probabilmente l’ambito di applicazione maggiormente produttivo dei principi della DB, almeno per quanto riguarda la filosofia.

Più tempo per la didattica

L’aspetto più interessante, però, sembra essere la contrazione dei tempi resa possibile dalla DB e che può tradursi in un modo innovativo di gestire la didattica. Se oggi, approssimativamente, ogni insegnante dedica due terzi delle proprie ore alle spiegazioni e un terzo alle verifiche, dimezzando il tempo necessario per le spiegazioni si disporrà di un terzo delle ore complessive per altre attività, come il recupero, l’insegnamento individualizzato, gli esercizi. Meno banalmente, però, è possibile dedicare questo tempo a una didattica, per così dire, “lunga”. Nella programmazione annuale l’insegnante potrà individuare alcuni argomenti da trattare in modo approfondito: non attraverso lezioni tradizionali, ma mediante l’analisi di testi, la costruzione di mappe concettuali, lo svolgimento di ricerche, di attività di approfondimento, di esercizi. Si daranno in questo modo agli alunni il metodo e gli strumenti per “fare filosofia”. Altri aspetti del programma, ritenuti comunque importanti per la comprensione concettuale della disciplina, potranno essere invece trattati con il metodo della DB.

Una didattica articolata

Per usare un’espressione schematica, si passerebbe in questo modo da un didattica “uniforme”, in cui tutto è presentato nello stesso modo, senza differenziare attività, contenuti e caratteristiche dei singoli, a una didattica articolata, basata su presentazioni sintetiche ma comunque complete, unite ad approfondimenti sviluppati con operazioni didattiche diverse dalla lezione e differenziate per i singoli alunni, coinvolgendoli in attività (analisi dei testi, esercizi individuali, lavori di gruppo) che li vedono come protagonisti. L’insegnamento ne guadagnerebbe anche in termini di motivazione e di varietà di stimoli.

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