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Didattica della Filosofia

Insegnare filosofia

Modelli di insegnamento, programmazione, azione didattica, metodi, contenuti, strumenti, uso del testo

Libri e libri di testo

Libri e libri di testo

IL MANUALE


Anche se spesso contestato, il manuale rimane uno strumento non secondario dell’insegnamento. A parte poche posizioni radicali che ne vorrebbero la completa abolizione, il dibattito attuale è invece orientato verso la definizione di un uso diverso del manuale, oltre che verso la richiesta di opere di diversa impostazione.

Manuali e nuova didattica

Il rinnovamento didattico dell’insegnamento della filosofia sembra incompatibile con l’uso tradizionale del manuale. Esso non può infatti costituire il punto di riferimento della programmazione, come spesso avveniva, né basta ridurre il numero dei pensatori affrontati, continuando per il resto a seguire la mera successione cronologica degli autori. I manuali “da spiegare” hanno ormai fatto il loro tempo e d’altra parte l’editoria si sta sempre più decisamente orientando verso nuove formule.

Tipi di manuale

In estrema sintesi, i nuovi manuali possono essere suddivisi in due classi principali, che prefigurano due diverse modalità di utilizzazione. Da una parte troviamo opere molto snelle, che presentano un profilo storico quanto più possibile ridotto, da utilizzare come semplice riferimento informativo. In questo caso si parte dal presupposto che l’insegnante intenda mettere a punto per proprio conto il materiale da utilizzare nell’attività didattica, avvalendosi di fotocopie o indicando opere da leggere o ancora suggerendo ricerche e approfondimenti, rinviando gli studenti al manuale solo per una prima presentazione o per una rapida sintesi conclusiva.
Di diversa concezione sono invece i manuali, sempre più numerosi, che uniscono al profilo una scelta di brani antologici, a volte come appendice ai singoli capitoli, altre volte come vero e proprio materiale di lavoro. In questo caso i brani sono commentati e accompagnati dall’indicazione di una serie di esercizi o di operazioni da compiere sul testo. A volte i brani dei filosofi costituiscono parte integrale dell’esposizione, con l’intento di presentare i pensatori attraverso le loro opere, ricostruendone il percorso argomentativo invece di presentare semplicemente le conclusioni alle quali sono giunti. Questa formula si è rivelata funzionale sul piano didattico perché consente una ricostruzione genetica delle diverse concezioni filosofiche, offrendo al tempo stesso materiale di lavoro per ricostruzioni e rielaborazioni di diverso tipo.

I materiali on line

Dal 2011 è entrata in vigore la legge che impone l’adozione di opere che abbiano anche una estensione on line, per aggiornamenti e materiali aggiuntivi al manuale cartaceo. Ogni manuale deve avere un’edizione on line, acquistabile indipendentemente da quella su carta, e un sito di supporto. È importante considerare anche i materiali in esso presenti nella valutazione dell’adozione, dato che possono a volte fornire tutta una serie di strumenti per una didattica più operativa e più coinvolgente. È importante anche creare negli studenti l’abitudine ad usare questi supporti, che possono arricchire lo studio e anche aumentare la motivazione, trattandosi spesso di materiali multimediali o interattivi.

Non “guide” ma “materiali di lavoro”

Qualunque sia il manuale adottato, e l’uso che se ne fa, è importante che attraverso esso, ed eventualmente avvalendosi anche degli altri strumenti ricordati, di fotocopie, dei sussidi informatici dei quali si dirà nel cap. 8, ecc., gli studenti dispongano di un materiale di lavoro, costituito da brani selezionati e/o da testi completi mediante il quale svolgere attività di analisi, di ricostruzione di argomentazioni e di teorie, sul quale compiere esercizi. L’esposizione di un pensiero già concluso, se in alcuni casi è indispensabile per “risparmiare tempo”, dovrebbe costituire soltanto uno dei momenti della didattica, perché comunica soltanto, quando è ben fatto, dei contenuti, ma non forma abilità, competenze, spirito critico, capacità di studio autonomo.


IMPARARE A USARE LA BIBLIOTECA

La biblioteca come lavoro di ricerca

L’uso della biblioteca d’istituto, ed eventualmente di biblioteche esterne, si riduce di solito alla lettura di qualche libro indicato dall’insegnante. Un uso diverso della biblioteca è legato al metodo didattico seguito. Se esso prevede attività - individuali o di gruppo - di ricerca e di approfondimento, allora la biblioteca diventa un’estensione della classe, una riserva di materiale per differenziare le attività. In questo caso, gli studenti devono essere messi in grado di gestire direttamente la biblioteca, di accedervi e di reperire il materiale necessario. Perché ciò accada, tuttavia, è opportuno partire dal presupposto che in genere gli studenti delle superiori non sanno fare ricerca bibliografica e di documentazione (o almeno l’insegnante non deve darlo per scontato) e dall’ovvia conseguenza che è necessario insegnare come si fa.

Tecniche di ricerca

Sarà opportuno perciò prevedere dei veri e propri esercizi sulle tecniche di ricerca bibliografica e sulle diverse modalità di lettura (consultazione o lettura “trasversale” per il reperimento del materiale, lettura di documentazione mediante la quale si individuano i capitoli o i paragrafi significativi, lettura approfondita con tecniche per la rielaborazione del testo, ecc.). Tali esercizi non possono ovviamente essere fini a se stessi; potranno piuttosto collocarsi nell’ambito di esperienze di “ricerca guidata”: risulta didatticamente molto produttivo, organizzando la classe secondo l’articolazione descritta più avanti, che l’insegnante possa seguire un gruppo di ragazzi nelle sue prime esperienze di ricerca, lavorando con loro e mostrando per così dire sul campo gli aspetti tecnici dei diversi passaggi. Ciò richiede tempo e una organizzazione flessibile della classe, ma d’altra parte è spesso sufficiente un’esperienza di questo tipo nell’arco del primo anno di corso per dare agli studenti gli strumenti per fare in seguito da sé in modo produttivo.

Le biblioteche virtuali

Accanto alla biblioteca di istituto o a quelle presenti nel territorio, stanno diventando sempre più importanti le biblioteche virtuali, alle quali possiamo accedere mediante un semplice computer. Ne esistono molte, ed è sufficiente impostare in un motore di ricerca la stringa “biblioteche virtuali” o “biblioteche online” per averne una panoramica. Accenniamo soltanto alle risorse principali.
- Liber Liber (www.liberliber.it), la prima biblioteca virtuale italiana, già Progetto Manuzio, raccoglie praticamente tutti i testi letterari per i quali è venuto meno il diritto d’autore, cioè quelli scritti otre 70 anni fa. Vi sono però anche classici della filosofia non italiani, in particolare numerosi dialoghi di Platone.
- Google libri (http://books.google.it) una raccolta vastissima e in continuo aumento di libri, anche recenti, liberamente consultabili. Le opere coperte ancora da diritti hanno pagine mancanti, ma sono comunque leggibili a scopo di consultazione e di ricerca, quando l’omissione di qualche pagina non pregiudica la comprensione. È un importante strumento di ricerca, perché consente ricerche testuali all’interno di tutto il patrimonio librario disponibile.
- Medialibrary On Line (https://www.medialibrary.it/home/cover.aspx), una risorsa recente e per adesso non ricchissima, ma che dovrebbe svilupparsi velocemente. È l’estensione on line delle biblioteche pubbliche e ospita già numerose opere consultabili direttamente on line e altre in formato e-book che possono essere prese in prestito, scaricate nel proprio computer e lette per un mese, dopo di che non sono più leggibili. Si può accedere a questa risorsa previa registrazione presso una biblioteca pubblica, di quartiere o comunale.

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