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Didattica della Filosofia

Insegnare filosofia

Modelli di insegnamento, programmazione, azione didattica, metodi, contenuti, strumenti, uso del testo

Quale spazio per la creatività?

Quale spazio per la creatività?

Esercitare la creatività

Mario Trombino, in sintonia con la tradizione francese, propone interessanti forme di esercizi scritti esplicitamente finalizzati a stimolare la creatività (1). Ogni tipo di esercizio propone un modo diverso di rielaborare in forma personale il materiale di studio, creando tra l’altro una positiva abitudine ad affrontare i diversi sistemi di pensiero a partire da una pluralità di punti di vista che ne aumenta sensibilmente la comprensione critica. Nella sperimentazione pratica, gli esercizi creativi suggeriti da Trombino hanno dato apprezzabili risultati in termini di motivazione: gli studenti li trovano di solito stimolanti. A differenza da quanto possa apparire, però, sono impegnativi e richiedono una conoscenza preliminare approfondita e non manualistica degli autori e una discreta padronanza generale della materia. Per questo, e anche per non togliere loro l’aspetto di novità che li rende gradevoli, non vanno proposti con troppa frequenza e vanno scelti in modo opportuno gli autori e i problemi che meglio si prestano a questo tipo di rielaborazione. Soprattutto, però, devono riguardare argomenti che possano essere posti in relazione, senza forzature o artificiosità, con l’esperienza dei ragazzi e con temi di attualità.

> Fare filosofia: "Caro Epicuro"

Varianti

Trombino propone diverse varianti di questo esercizio: la risposta, nei panni del filosofo cui è destinata la lettera, da parte di un altro studente; la scrittura di una lettera ad un filosofo da parte di una altro, del quale si devono ricostruire lo stile e il tipo di argomentazioni, ecc. Un esercizio che estende l’ultima variante è l’invenzione di un dialogo tra filosofi diversi, contemporanei o meno.

> Fare filosofia: "In prima pesona"

Salvaguardare la spontaneità

È opportuno che esercizi di questo tipo non vengano mai imposti. Non ci si può mettere nei panni di un filosofo a comando, la creatività richiede sempre una certa dose di spontaneità. È preferibile illustrare agli studenti esercizi di diverso tipo e lasciarli liberi di seguire l’una o l’altra forma a seconda delle preferenze. Ognuno deve trovare i mezzi più adatti per esprimere la propria creatività.
L’esercizio che segue è di tipo diverso dai precedenti e consente una maggiore attualizzazione della filosofia, anche se il riferimento puntuale ai filosofi studiati può avere un minor rilievo.

> Fare filosofia: narrare una storia

Altri esercizi

Trombino suggerisce anche altri esercizi: l’imitazione di stile, consistente nello scrivere un testo filosofico seguendo lo stile, letterario e argomentativo, di un filosofo studiato; la riscrittura dei classici, riproponendone le idee con linguaggio ed esempi attuali. La scrittura creativa non è solo una forma di motivazione, ma consente di apprendere a costruire argomentazioni, ad analizzare quelle proposte dall’autore per individuarvi i punti deboli, a comprendere lo stile di un filosofo per modulare su questo i propri argomenti.
#L’intertestualità# Le attività sopra proposte sono definite da Nicole Grataloup, nel loro insieme, «attività di intertestualità», intendendo con questa espressione la scrittura creativa a partire da testi di filosofi. Secondo Nicole Grataloup, «l’intertestualità fa vedere che pensare da sé non significa pensare da soli, ma al contrario pensare a partire da, in rapporto a, oppure contro ciò che altri hanno pensato» (2). Grataloup sottolinea il carattere formativo di questi esercizi:

Il discorso filosofico

In questo modo lo studente apprende la specificità del discorso filosofico, che consiste nel proiettare le diverse tesi su un piano di universalità o almeno interpersonale, sostenendole con argomenti che siano ritenuti validi dall’interlocutore. È importante infine che lo studente stesso divenga consapevole di queste operazioni, in modo che le attività di intertestualità producano anche una riflessione sulle modalità di rielaborazione del testo, assumendo cioè una valenza metacognitiva.



Note

(1) M. Trombino, La didattica attiva in filosofia. Una proposta di classificazione, «Quaderno didattico n. 2: contributi all’innovazione dell’insegnamento della filosofia nella scuola secondaria superiore», Ferrara, Liceo Classico Statale «L. Ariosto», 1994. Il testo non è facilmente reperibile. Una sintesi degli stessi argomenti è presentata in M. Trombino, Lettura dei classici e scrittura creativa, «Bollettino della Società Filosofica Italiana», 1993, 150, pp. 31-48.
(2) N. Grataloup, La lingua al lavoro, il pensiero al lavoro, in «Bollettino SFI», 1996, 158, pp. 117-142.

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