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Didattica della Filosofia

Insegnare filosofia

Modelli di insegnamento, programmazione, azione didattica, metodi, contenuti, strumenti, uso del testo

Una didattica centrata sui testi

Una didattica centrata sui testi

Il testo come “fonte” per una didattica alternativa

Il testo può essere usato in molti modi: come esemplificazione, come supporto alla didattica, come materiale per esercitazioni, ecc. Come si è detto nei paragrafi precedenti, il testo può costituire anche il punto centrale di una didattica completamente ripensata, radicalmente alternativa a quella basata sul manuale e sulla lezione. A questo proposito Mario Trombino, in un articolo disponibile in Internet, parla di testo non come «supporto» ma come «fonte»(1). La sua tesi principale è la seguente:

I classici non vanno letti per ritrovarvi un universo teorico già strutturato; vanno piuttosto letti per ritrovare il filo delle esperienze e delle ragioni che hanno permesso al filosofo di elaborare le sue teorie, nel misto di caos e ordine che la ricerca, e la sua traccia nel testo, hanno imposto. Se leggiamo i testi come “fonte”, dobbiamo accettare che la teoria filosofica sia il punto di arrivo di un percorso, a volte tortuoso, a volte lineare, e avere la pazienza di guidare i nostri giovani lungo quella rete di strade. E dobbiamo anche imparare a non avere paura delle reazione di rigetto, ma aiutare i giovani a controllarle.

Interpretare i testi

Questa impostazione implica una serie di importanti conseguenze: l’insegnante deve porre gli studenti di fronte al testo senza informazioni preliminari sul pensiero dell’autore, deve accettarne le interpretazioni, che derivano sempre dall’interazione tra il testo e l’esperienza degli studenti, e farsi egli stesso interprete, in senso ermeneutico, spogliandosi degli stereotipi manualistici che possiede; deve ricostruire il percorso, non solo argomentativo ma anche problematico, dell’autore, comprese le incertezze e le difficoltà che ne accompagnano la riflessione. È ovvio che i «testi» da proporre agli alunni saranno opere integrali o almeno parti molto ampie e in sé concluse.

L’insegnante come regista

Usare i testi come fonte determina un cambiamento profondo del ruolo dell’insegnante. Egli continua a essere il punto di riferimento per la presentazione storico-filologica e per la sintesi conclusiva, ma il resto cambia: «la lezione in classe è analisi dei testi che devono fare gli studenti, non noi, è lavoro filosofico sul testo che devono fare loro, non noi. Da primi attori, insomma, dobbiamo trasformarci in progettisti e registi. Un cambiamento di ruolo entusiasmante per molti, da rifiutare per altri, faticoso per tutti».

Difficoltà di applicazione

Il metodo proposto da Trombino è difficilmente conciliabile con l’attuale struttura scolastica: occorrerebbe ridefinire i tempi, dato che la scansione oraria esistente non è compatibile con la dilatazione dei tempi imposta da questa nuova prospettiva; dovrebbe cambiare la stessa formazione degli insegnanti, incentrandosi sul confronto in prima persona con i testi filosofici; bisognerebbe, soprattutto, spostare gli obiettivi dal contenuto alle abilità, dall’imparare la filosofia, o la storia della filosofia, all’imparare a fare filosofia, a “filosofare”.
Secondo Trombino, questo metodo dà buoni risultati soltanto se l’insegnante lo applica in modo coerente, accettando di ridefinire la propria impostazione didattica e il proprio ruolo. Per esperienza personale ritengo invece che possa conciliarsi anche con gradi diversi di innovazione e che sia positivo proporre anche soltanto lo studio di un autore secondo questi criteri, utilizzando i testi in modo meno radicale per altre parti del programma. Si tratta, ancora una volta, di «fare esperienze filosofiche», per apprendere metodi di lavoro, senza rinunciare alla ricchezza di prospettive e alla comprensione della filosofia che un approccio storico, sia pure non enciclopedico e corretto dall’individuazione di percorsi che sostituiscano la presentazione di tutti gli autori in successione cronologica, può offrire.

Note
(1) M. Trombino, L’utilizzo dei testi: dal testo “supporto” al testo “fonte”, relazione tenuta al corso di aggiornamento per insegnanti organizzato dall’IRRSAE-Marche a Civitanova Marche il 13 Novembre 1996

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